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Così parlò Berlusconi / 1

9 giugno 2010

A: «La grandissima parte degli italiani è stanca di non poter usare il telefono perché teme di essere spiata».

Ma che razza di gente conosce il nostro presidente del Consiglio?

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B: «Governare con le regole che impone la Costituzione è un inferno».

Infatti da quando c’è Berlusconi al potere si sente un forte odore di bruciato.

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C: «Sono un imprenditore prestato alla politica…».

Non sarebbe ora di restituirlo?

Lasciate in pace la quercia Mina

4 giugno 2010
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di Loris Biazzetti (dal Mina Fan Blog)

A Castelvetro Piacentino la più vecchia e nobile quercia monumentale della zona – chiamata Mina in omaggio alla Diva che proprio da quelle parti debuttò sulle scene il 14 settembre 1958 con gli Happy Boys – rischia di essere abbattuta per far posto ad un’orrida tangenziale e, pertanto, la popolazione locale ha deciso di mobilitarsi per scongiurare tale eventualità. Come? Promuovendo una “Sleeping Help Nature”, ovvero una veglia a oltranza con tanto di tende allestite per chi intenda bivaccare 24 ore su 24 in prossimità del “gigante” minacciato dal furore distruttivo delle ruspe. Mina, di cui è ben nota la sensibilità in fatto di tematiche “ecologiche” (il suo entusiastico sostegno alla proposta del Maestro Abbado  di “rinverdire” Milano ne è solo l’esempio più recente), non abbia mancato di esprimere il suo apprezzamento per la nobile iniziativa.

Leggi tutto l’articolo (Nomen omen) nel Mina Fan Blog: clicca qui.

Firma la petizione: clicca qui.

DimezzeRai Saviano

4 giugno 2010

Periodo veramente triste per la Rai.
Non paghi di aver oscurato i talk-show in periodo elettorale, non paghi di aver boicottato Rai News (24) di cui molti utenti hanno perso le tracce, non paghi di aver messo alla direzione del telegiornale di Rai Uno un servo del potere che fa perdere ascolti (e introiti) all’azienda, non paghi di una serie di altre nefandezze a cui dall’editto bulgaro in poi abbiamo dovuto assistere, ora i diriburattini Rai avrebbero “deciso” (parola grossa – ndr) di ridurre le annunciate quattro puntate della trasmissione di Saviano e Fazio a due.
Sarà che hanno scoperto che oltre alla puntata dedicata a Piergiorgio Welby e a quella sulla ‘ndrangheta, in progetto c’erano due puntate che avrebbero potuto gettare un’ombra sull’operato del premier: una sui rifiuti a Napoli e l’altra sul terremoto in Abruzzo.

Insomma siamo alle solite.

Se in questo paese si alza una voce fuori dal coretto di “voci bianche” (leggi “gente senza le palle”), ecco che subito ci si fa in quattro per zittirlo. C’è da augurarsi che la percentuale degli italiani consapevoli di questo persistente addomesticamento cresca e faccia sentire la sua voce, il suo dissenso, e che questo possa diventare un paese normale.

A Romani non piace la Dandini

2 giugno 2010

Mi piacerebbe sapere perché il sottosegretario alle Comunicazioni può concedersi il lusso di lanciare i suoi anatemi (o meglio, sparare le sue risibili cazzate) contro personaggi e programmi di informazione Rai. E’ forse il proprietario dell’emittente? No. Ne è forse il presidente? No. Ne è per caso il direttore, l’editore? La mamma? No. No. No e ancora no.
Fino a prova contraria, come recitano fin troppo spesso il presidente del consiglio e i suoi, la Rai è pagata con i soldi dei telespettatori, eccetto ovviamente quelli che accogliendo le parole dello stesso premier e di certi suoi amici evadono il canone, e di conseguenza Paolo Romani, visto anche il suo ruolo istituzionale, dovrebbe tacere, almeno per una questione di buon gusto.
Ma siccome è ormai sotto gli occhi di tutti di quanto buon gusto siano capaci lorsignori, appena qualche ora dopo l’intervento irrispettoso di Berlusconi a Ballarò, ecco arrivare le parole di Romani che dal programma di Rai RadioDue “Un giorno da pecora” manda a dire che Serena Dandini è peggio di Santoro, che il TG3 fa 30 minuti di danni al giorno e che RaiNews fa danni 24 ore su 24. Semplicemente vergognoso.
Del resto cosa ci si può aspettare da uno che dice di apprezzare il TG1 diretto da Minzolini? “Il TG1 di Minzolini non mi dispiace. E’ quello che guardo se voglio essere sicuro di essere informato in maniera ragionevolmente corretta”. Contento tu!
Forse il sottosegretario predilige la propaganda all’informazione, e allora si guardi pure il suo TG preferito senza dare giudizi che non gli competono, oppure si dimetta da sottosegretario e si faccia assumere al Corriere al posto di Grasso.

E vissero tutti felici e contenti.

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> Travaglio su Romani (da YouTube)

Offesa continua

1 giugno 2010

Berlusconi interviene telefonicamente alla puntata di Ballarò di questa sera accusando Massimo Giannini di Repubblica e Nando Pagnoncelli della Ipsos di raccontare balle, dopodiché fornisce i soliti dati circa il consenso degli italiani nei suoi confronti (62%) e in quelli del governo e, senza lasciare il tempo di replicare, “educatamente” riattacca.
Sorgono spontanee due stupide considerazioni.
Berlusconi dovrebbe spiegarci per effetto di quale magia è possibile che il consenso nei suoi confronti possa essere del 62% se il suo partito non arriva al 25%.
In secondo luogo, con esempi di questa levatura non ci si può stupire di quanto la buona educazione degli italiani stia precipitosamente peggiorando.

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Intervento di Berlusconi a Ballarò del 1° giugno 2010

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Quando Berlusconi si sentiva “moralmente autorizzato a evadere le tasse”.

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Ultima stupida considerazione: chi è colui che fa un uso criminoso della tv?

Kula Shaker, a volte ritornano

1 giugno 2010

Sul finire del 1999 i Kula Shaker erano quasi scomparsi del tutto dalle scene, appena qualche mese l’uscita travagliata di Peasants, Pigs & Astronauts, album forse un po’ troppo pomposo e snobbato dal pubblico, e appena quattro anni dopo essersi affacciati sulla scena discografica inglese con il loro primo, e unico, grande successo di vendite intitolato semplicemente K (oltre 2 milioni di copie).
In mezzo, a decretare forse in parte il fallimento del gruppo ispirato alla psichedelia fine anni ’60 e ’70 con ammiccamenti a certi ritmi orientaleggianti ipnotici e al brit pop dei Beatles, un’intervista sibillina a NME in cui il cantante e chitarrista Crispian Mills viene frainteso a proposito della svastica utilizzata dal gruppo su una t-shirt. E’ bene sapere che il nome Kula Shaker arriva da Kula Shakera Maharaja, re e mistico indiano del IX secolo a.C.,  ma se in India la svastica racchiude significati mistici e tradizionali, in occidente evoca un periodo di guerra e l’orrore nazista. Tanto basta.
L’annuncio dello scioglimento non viene accolto da urla di disperazione e strappi di capelli da parte dei fan rimasti fedeli al gruppo. Fine della storia? Niente affatto.
Nel 2002 la Sony chiama Mills e gli chiede di curare personalmente la raccolta Kollected – The Best Of Kula Shaker, e in lui si riaccende l’entusiamo per la creatura assopita. Tra una partecipazione e un’altra si rimette all’opera e comincia a scrivere nuove canzoni con il bassita Alonza Bevan. Nel 2006 i Kula Shaker sono pronti a tornare.
Nel 2007 esce Strangefolk ed è come se da K il tempo si fosse fermato, forse perché la loro musica non scende a compromessi, nessuna contaminazione elettronica, nessun ammiccamento dance, niente di databile. Musica senza tempo? Direi di sì e direi che il nuovo album Pilgrim’s Progress, in uscita fra qualche giorno, non smentirà questa loro caratteristica. Ascoltare la loro musica, i suoni dei loro dischi, mi fa fare la pace con un panorama musicale che sta producendo quantità incredibili di canzoni/merce, roba di nessun conto, deteriorabile e deteriorante.
Provate ad ascoltare qualcosa di questi visionari del pentagramma: provate ad ascoltare Govinda (da K) cantata in sanscrito, o anche solo la loro semplice e accattivante cover di Hush che fu dei Deep Purple. Vi faranno tornare il sorriso, la voglia di muovervi e di andare alla ricerca di quanto ancora di buono c’è da ascoltare.

Discografia Kula Shaker:

K – 1997
Peasants, Pigs & Astronauts – 1999
Strangefolk – 2007
Pilgrim’s Progress – Giugno 2010

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Video di Peter Pan (R.I.P.), tratto da Pilgrim’s Progress

Lancia il Berlu

1 giugno 2010

A ben vedere non è Saviano, non sono gli sceneggiati della Piovra, e nemmeno Sabina Guzzanti con il suo Draquila a procurare all’Italia meschine figure in giro per il mondo. A ben vedere a creare imbarazzo agli italiani è ancora lui, quel discolaccio del nostro presidente del consiglio che dopo gli scandali sessuali dello scorso anno, che gli sono valsi pure l’onore di essere preso per i fondelli in un cartone animato made in Russia (‘sti comunisti!), ora è protagonista del gioco “Lancia il Berlu” comparso nel sito dell’associazione One guidata da Bono degli U2.
Bono ce l’ha con Berlusconi perché sostiene che “Da quando ha detto che avrebbe aumentato gli aiuti all’Africa, nel 2005, il primo ministro italiano in realtà li ha tagliati”, e prosegue “Questa promessa non mantenuta è costata delle vite, perciò dovremmo buttarlo fuori dal G8″.
Collegato al giochino animato, in cui si può prendere Berlusconi per i piedi e lanciarlo come il martello il più lontano possibile, c’è anche un modulo con cui si può chiedere di cacciare Berlusconi dal club dei grandi.

Lancia il Berlu anche tu: clicca qui.

Dove non ho più parole inizia Mina

27 maggio 2010
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A ogni uscita discografica di Mina si può esprimere meraviglia e stupore (ohhhhhh), oppure si può correre per strada, agitare le braccia verso il cielo e prima che arrivi la croce verde, ma appena dopo aver sottolineato con impertinente irriverenza i dati anagrafici della signora e i lustri di onorato servizio, gridare al miracolo per la freschezza della voce e bla bla bla. Oppure si può andare in loop disquisendo all’infinito su talento, genialità, intelligenza, talento, genialità, intelligenza, talenzalità, gentalenza, inteniento… tarattattà.

Forse ci si potrebbe semplicemente abbandonare e lasciandosi trasportare dai pensieri scrivere qualche parola che riesca a descrivere le canzoni di Caramella, titolo zuccherino del nuovo album da cui è opportuno non lasciarsi fuorviare. Ma che senso avrebbe?
Volendo paragonare in questo caso le canzoni a caramelle, non è nemmeno indispensabile sapere che nel nuovo cd di gusti se ne trovano molti e diversi: dal più dolce, così dolce che il coma diabetico è lì lì a venire, all’amaro più amaro che nemmeno il rabarbaro e il fernet.
E se non sento l’impellente necessità di addentrarmi in cervellotiche elucubrazioni sui testi e sulle musiche che Mina ha scelto per se stessa e per allietare gli ascoltatori che sanno riconoscere in lei un’ineguagliabile perfezione espressiva, figuriamoci se me la sento di arrogarmi il diritto di esprimere ancora giudizi sulla voce, una voce che a questo punto dovrebbe essere considerata da chiunque al pari dell’affresco di Michelangelo della cappella Sistina, un patrimonio dell’umanità.

E quindi, mentre c’è chi gioca a fare i suoi esercizi di stile (e che stile!) sulla sua voce, sulle sue scelte, sulle sue interpretazioni e addirittura sulle copertine dei suoi dischi, vivisezionando, azzardando analisi che manco gli sceneggiatori di CSI o di Lost, a ‘sto giro Mina me la godo per quello che è, anzi, almeno per una volta mi schiero dalla parte di chi sente, a ragione, il bisogno di ringraziarla per le sensazioni che con la sua passione continua a elargire al mondo e per tutte le canzoni che ancora inciderà, e che chiunque potrà scegliere di ascoltare una, un milione di volte o per tutta la vita.

Mina: Caramella (PDU-Sony Music). 25 maggio 2010

01. You Get Me (Pam Sheyne/Teitur Lassen) – Duetto Mina / Seal
02. Io e te (Paolo Benvegnù / Andrea Franchi / Gianni Dall’Orto)
03. Il povero e il re (Axel Pani)
04. Poche parole (Giorgia / Emanuel Lo – Giorgia) – Duetto Mina / Giorgia
05. Amore disperato (Lucio Dalla) – Duetto Mina – Lucio Dalla
06. Così così (Samuele Cerri / Massimo Moriconi)
07. Solo se sai rispondere (Massimiliano Casacci)
08. Come se io fossi lì (Mauro Santoro)
09. La clessidra (Davide Dileo)
10. Accendi questa luce (Andrea Mingardi – Maurizio Tirelli / Andrea Mingardi)
11. Amoreunicoamore (Fabrizio Berlincioni / Silvio Amato)
12. Ma comme faje (Maurizio Morante)
13. Inutile sperare (Maurizio Morante / Mauro Culotta)
14. Mi piacerebbe andare al mare (Andrea Mingardi – Maurizio Tirelli / Andrea Mingardi)
+    (ghost track: You Get Me – solo Mina)

Il sito ufficiale di Mina: clicca qui / I commenti nel MinaFanClub: clicca qui

La privacy dei mafiosi secondo lady Santanchè

20 maggio 2010

Mesi e mesi e mesi di chiacchiere. I signori della libertà discutono e si indignano nel tentativo, in parte riuscito, di convincere quella parte di sciagurato popolo italico che le intercettazioni telefoniche sono soprattutto un danno per il comune cittadino. Zia Marta, tanto è preoccupata d’esser spiata che non passa più le ricette delle torte alle sue amiche al telefono. Dice che mai e poi mai vorrebbe che parlando di farina qualche magistrato potesse interpretare male.
E se zia Marta si preoccupa della sua farina, Daniela Santanchè, per gli amici Macchesanta (decida il lettore l’enfasi e l’eventuale accento), si esprime con leggiadra leggerezza contro le intercettazioni nei confronti dei mafiosi mentre disquisiscono amorevolmente con le loro fidanzate o con le loro madri. Questione di privacy!
La sottosegretaria (cha cha cha della sottosegrata-a-a-aria – ndr) intervistata a “Mattino 5” dice in Santanchese: «Perché in Italia, devono sapere gli italiani, che siamo il Paese che spendiamo più soldi ma non per intercettare faccio un esempio (esercizio di stile… però ci avrei messo almeno una virgola – ndr) se c’è un mafioso che si sta indagando su un mafioso (ma chi era Dante Alighieri? – ndr) che senso ha intercettaRrlo mentre parla con la fidanzata degli atti sessuali che compie, o quando paRrla con la madRre, questo non ha senso, un abuso ma sono milioni (ma ecco che arriva lo sconto – ndr) migliaia di euRro che vengono spesi per cui voglio essere chiaRra su questo punto, nessuno vuole eliminaRre l’istituto dell’intrecciat-inteRrcettazione, stRrumento fon-da-men-tale per capire ma l’abuso va assolutamente tolto.»
Piccola nota: parlando al telefono (o scrivendo pizzini) i mafiosi usano molto spesso codici riconoscibili ai loro familiari, e magari mentre parlano di orgasmi con le fidanzate… danno il via a qualche losco affare.
Strano che questo dettaglio sia sfuggito alla Santanchè che naturalmente il giorno dopo l’infelice affermazione, mortifica l’intelligenza di tutti noi sfoderando la stessa tititera di sempre, ovvero che le sue parole sono state strumentalizzate.
Certo che se almeno provasse a esprimersi in italiano.
E comunque, per concludere, è opinione comune a molti che non si debba punire chi pubblica le intercettazioni da cui emergono reati, cari signori e signore della libertà (evidentemente di delinquere), ma fino a prova contraria ci si aspetterebbe che venga punito chi i reati li commette, o come direbbe la Daniela: che siamo il paese che è meglio che punisce chi dile-dela-delinque.

Vedi anche “Magari domani”: clicca qui
… e se non resisti guarda l’intervento della Santanchè su YouTube: clicca qui

König, una risata vi dissacrerà

11 maggio 2010

Il “ripasso biblico” a fumetti di Ralf König, pubblicato a puntate su Linus negli ultimi mesi, è un vero spasso. Dopo “Prototipo“, in cui König affronta il tema della creazione alla sua tagliente e divertente maniera, è ora la volta di “Archetipo” in cui il noto autore di fumetti tedesco narra a modo suo la storia di Noè e dei problemi di spazio sull’arca.
Inutile dire che entrambe le opere hanno scatenato l’ira dei cattolici più bacchettoni nei Paesi dove sono state pubblicate, causando in certi casi un discreto numero di disdette d’abbonamento.

Dai fumetti di König è stato tratto, tra gli altri, il film “Tutti lo vogliono” (1996) che l’autore dichiara di non aver particolarmente gradito.

Ralf König: Wikipedia / Linus / Sito ufficiale.

Maggiori informazioni: Comicsando

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